07/05/2019

Sci e Allenamento Funzionale? In comune il Movimento!

di Luca Ronchi
Indice

La tecnica dello sci è Movimento

Lo sciatore medio di solito ha acquisito un livello che gli consente di affrontare le sue giornate sulle piste con una discreta sicurezza e su differenti pendii.
Questa situazione consente al nostro sciatore di sfruttare la sua giornata in un livello di confort che è rappresentato dal bagaglio delle sue capacità tecniche e fisiche.
Ad alcuni sciatori sarà senz’altro capitato di mettersi alla prova ed impegnarsi in qualche ora di lezione di perfezionamento. In questi casi, se il rapporto con l’insegnante è proficuo e se il maestro prova a far uscire l’allievo dalla sfera di sicurezza, il nostro sciatore avrà notato come il semplice varcare alcuni aspetti tecnici, possa provocare dei veri e propri sconvolgimenti nella sciata.
La sintesi di questa situazione è data da due concetti fondamentali:
1) Nello sci molto spesso il movimento corretto è innaturale, serve a vincere le forze create dalla gravità e dalla velocità di avanzamento e serve infine a compiere il gesto con la minor fatica possibile
2) Il nostro gesto tecnico, sino a quando non avremo assimilato con la pratica, la tecnica corretta, tenderà a spostarci su movimenti naturali e quindi potenzialmente scorretti.

A questo punto occorre considerare che per una corretta pratica dello sci è auspicabile compiere il gesto tecnico corretto, facendo la minor fatica possibile.
La correttezza del gesto comporta automaticamente la minor fatica, perché i movimenti sono studiati da istruttori che hanno come obbiettivo la esecuzione ideale del movimento.
Per questo motivo è opportuno, per gli sciatori di tutti i livelli investire, di tanto in tanto, un po di tempo per migliorare la propria tecnica.
Paradossalmente, da questo punto di vista, uno sciatore alle prime armi avrà meno problemi, perché non ha una base di movimenti naturali da correggere.

La Preparazione Fisica dello Sciatore

L’aspetto tecnico tuttavia non è l’unico elemento da tenere presente, perché per una corretta esecuzione del gesto, è necessario che il nostro sciatore abbia la capacità fisiche per mettere in atto gli insegnamenti e vincere le forze che tentano di vincolarlo durante l’attività.
In questo contesto Mobilità, Reattività, Forza e Resistenza devono essere accompagnate a Propriocettività, Coordinazione e Stabilità. Questo significa che è necessario allenarsi in situazioni di instabilità, globalità e tridimensionalità.

Noi sappiamo che l’essere umano ha un potenziale psicofisico nettamente superiore ad altre specie viventi; questa circostanza lo ha portato ad evolversi ed imporsi come specie dominante.
 A partire dalla nascita, ogni essere vivente è guidato dal proprio istinto; con la crescita e lo sviluppo ci si adatta alle richieste esterne del mondo ed in base a queste è possibile conservare o, nel caso dell’essere umano, perdere le innate caratteristiche istintive.
La prima caratteristica istintiva che hanno tutti gli esseri viventi è quella di muoversi; basti pensare ai bambini che con il continuo movimento cercano di comunicare. L’evoluzione dell’uomo, con le continue richieste di quotidianità, è caratterizzata da una perdita progressiva della istintività innata; ci si abitua a compiere sempre gli stessi movimenti, con una conseguente perdita delle abilità neuromotorie.

L’essere umano oggi è lo specchio della società moderna; è diventato rigido, poco creativo e sistematico, ovvero l’esatto contrario di quello che erano i nostri antenati, che per istinto di sopravvivenza della specie, erano costretti a far emergere il proprio potenziale psicofisico.
L’uomo di oggi ha perso la capacità di fare ciò che è connaturato al suo istinto e descritto nel proprio DNA, e la prima di queste caratteristiche, ovvero la più istintiva è il Movimento.

L'Allenamento Funzionale per lo Sciatore

Questi sono i principi fondamentali del WTA Functional Training®, il corpo deve essere utilizzato nella sua totalità in ogni movimento; è fondamentale che il corpo sia utilizzato nella tridimensionalità ed attraverso movimenti multiplanari; è necessario rispettare le sequenze neuro-motorie delle fasce dei mio-movimenti e le catene cinematiche.
La percezione, l’attivazione ed il controllo del nucleo centrale del proprio corpo , il Core, devono funzionare da generatore e trasmettitore di tensione, attraverso il lavoro in piedi e da terra in cui viene richiesto sempre il massimo controllo del corpo in condizioni di instabilità.
La percezione del corpo nello spazio deve essere aumentata con un continuo lavoro in fase instabile, questo porta ad avere riferimenti propriocettivi sempre maggiori, durante tutti i movimenti dettati dalla continua richiesta di adattamento a spostamenti rapidi del corpo nello spazio.

Questo obiettivo deve essere raggiunto per mezzo dei seguenti strumenti:

– sviluppo della fase istintiva con l’incremento della reattività e della propriocezione
– controllo del baricentro corporeo in fase statica e dinamica
– sostegno della testa da parte della colonna vertebrale come asse portante dell’equilibrio corporeo
– bilateralità ricercata in ogni movimento
– Mobilità Articolare intesa come stabilità, flessibilità e coordinazione di tutte le articolazioni del corpo
– controllo posturale dinamico e statico
– sviluppo in sinergia dell’apparato locomotore secondo le priorità degli schemi neuro-motori
– coordinazione neuromotoria delle anche con le spalle, e delle braccia con le gambe
– sviluppo della stabilità e della coordinazione neuromotoria che sono alla base della forza in quanto aspetto fisico principale
– interazione dei tre Sistemi Energetici per costruire le qualità fisiche in maniera completa ed integrata
– controllo della contrazione muscolare nelle tre fasi associata alla respirazione
– possibilità di gestione del carico interno di lavoro attraverso il posizionamento del corpo rispetto ai punti di sospensione, agevolando l’adattabilità del lavoro in base all’obiettivo ed al livello dell’allievo
– creazione di sequenze di lavoro sempre più complesse per migliorare rapidamente la coordinazione neuromotoria e rendere gli allenamenti sempre più stimolanti
– interazione tra mente e corpo riscoperta delle proprie potenzialità

Il consiglio del Maestro di Sci!

E’ importante seguire questi principi per impostare una preparazione fisica che si adatti allo sciatore, che deve compiere movimenti contrastanti la forza di gravità e vincere la naturale tendenza ad effettuare il gesto tecnico in condizioni di sicurezza, che tuttavia non consentono lo sviluppo di una tecnica corretta.
In questo contesto, la completezza del Metodo WTA Functional Training® è stata la mia arma vincente nella preparazione fisica degli sciatori che seguo.
Il Primitive Functional Movement®, tramite la Mobilità Articolare e il Core Training, mi ha permesso di fare un lavoro incredibile sulla prevenzione degli infortuni.
Con attrezzi come il Flying Suspension Training , la Duneball e la Flowbag Sidea ho lavorato sulle componenti di Propriocezione e Stabilizzazione Globale. I Kettlebell e le Clave hanno completato il lavoro di Forza dei bilancieri, attraverso lo sviluppo delle componenti di esplosività nei tre piani di movimento.

Il mio consiglio? WTA Functional Training® per sciatori non solo più performanti, ma anche più longevi nel tempo, con carriere più lunghe lontane dagli infortuni!

Commenti
Per commentare devi prima eseguire la registrazione.

Iscriviti subito
Potrebbero interessarti
Acqua all’idrogeno Lumivitae: Il Futuro del Benessere
L’Allenamento Funzionale Metodo WTA a Scienze Motorie di Perugia
Kettlebell e allenamento a corpo libero con le parallele
Lo Steel Mace Bell nelle Arti Marziali e negli Sport da Combattimento
L’Allenamento Funzionale Metodo WTA applicato agli Sport da Combattimento: dalle origini allo Steel Mace Training
Confronto delle accelerazioni e decelerazioni ad altissima intensità in due club di calcio professionistici di Serie C durante tre stagioni
Torna agli articoli