02/05/2022

La Preparazione Fisica Funzionale nella Pallavolo

di Mattia Stortoni
Indice

Come ho conosciuto la WTA Academy e come ha contribuito nel mio percorso formativo professionale

Sono venuto a conoscenza della WTA Functional Training Academy nel 2015.
In quel periodo frequentavo ancora l’università di Scienze Motorie e la mia conoscenza del settore preparazione fisica era veramente scarsa. Proprio grazie ai corsi teorico/pratici della WTA Academy iniziai ad avere delle basi e dei principi su cui allenarmi (sperimentando con la pratica gli insegnamenti ricevuti) e sulla quale poter iniziare a lavorare in palestra con i vari clienti.
Nei primi anni di lavoro, come WTA Trainer, utilizzavo l’allenamento funzionale nei corsi in palestra e durante le lezioni in personal training. Questo primo periodo mi ha permesso di acquisire esperienza e mi ha permesso di conoscere sempre meglio i principi del Metodo WTA, per poterli poi applicare al meglio nel raggiungimento dei vari target fisici delle persone.
Nel mentre ho proseguito la mia formazione frequentando altri corsi con l’Accademia WTA proprio per arricchire le miei conoscenze e rimanere sempre aggiornato.

L’opportunità di diventare Preparatore Atletico di Pallavolo si è presentata nell’estate 2020, dove mi fu proposto di entrare a far parte dello staff di due squadre: maschile serie B e femminile serie C. Gli obiettivi da raggiungere erano rispettivamente play-off per i ragazzi, e vittoria del campionato con promozione in serie B2 con le ragazze.
A fine stagione, gli obiettivi richiesti dalle società furono raggiunti con successo.

L'importanza della Preparazione Fisica nel Volley

E’ ormai risaputo che nello sport non è più sufficiente avere esclusivamente una buona tecnica, ma con le forti richieste prestative degli sport moderni, l’atleta è chiamato ad eseguire gesti tecnico/tattici precisi ed efficaci ad intensità e velocità sempre maggiori.
E questo non riguarda solo discipline sportive che hanno da sempre avuto una forte incidenza della componente atletica come ad esempio gli Sport da Combattimento o il Rugby. Oggigiorno, che sia il Tennis o il Volley, tutti gli sport necessitano di una ottimale preparazione atletica se si vuole competere ad alti livelli.

Sono ormai due anni che curo la preparazione di squadre di Pallavolo con ottimi risultati sia in termini di performance che di prevenzione infortuni. E’ quindi fondamentale, in questo ambito, avere un metodo di lavoro che ti consenta di raggiungere entrambi questi macro obiettivi, permettendo così all’atleta di poter competere in modo integro (senza infortuni) e sfruttando tutto il suo potenziale fisico e tecnico.
Grazie al Metodo WTA ciò è stato possibile, poiché parliamo di un Metodo che se applicato in modo corretto ed intelligente, sarà in grado di portare sia miglioramenti a livello posturale e di integrità muscolo-articolare, che una miglior efficienza fisica cardio-respiratoria, e di massimizzare i livelli di forza, velocità e resistenza.
In sostanza parliamo di una metodologia di allenamento che permetterà all’atleta di migliorare sia le capacità condizionali sia quelle coordinative generali (apprendimento motorio, controllo motorio e adattamento motorio) e speciali (equilibrio, capacità di reazione, destrezza e tutto il sistema percettivo e sensoriale).
Arricchire il bagaglio motorio dell’atleta è fondamentale per il suo successo sportivo, e questo lo si può fare allenandolo con la globalità e la tridimensionalità del movimento, principi cardini del Metodo WTA.

Analisi del modello prestativo della Pallavolo

Nello studio delle esigenze prestative della Pallavolo, uno dei ruoli più affascinanti a livello atletico è sicuramente quello dello schiacciatore.
Questo ruolo prevede quattro compiti importanti nell’economia della squadra: la ricezione, l’attacco che può avvenire sia da prima che da seconda linea, la difesa ed il muro. In media uno schiacciatore esegue dai 70 agli 80 salti durante una partita, suddivisi in salti massimali per attaccare e sub-massimali per murare o eseguire finte.
Durante la fase di difesa l’atleta è chiamato ad eseguire rapidi spostamenti laterali, che richiedono caviglie, ginocchia, anche e tutto il comparto del core attivi, stabili e reattivi per poter impattare la palla in modo ottimale.
Nella fase di attacco (fase aerea) deve possedere una percezione ottimale del proprio corpo, per poter valutare la velocità e la traiettoria della palla e colpirla in modo efficace, preciso e potente. Ciò necessita di avere l’articolazione del cingolo scapolo-omerale mobile (per caricare il colpo), ma anche stabile e forte nella fase di impatto della palla.
Considerando inoltre che in media un’azione ha una durata che va dai 5” agli 8”, con pause che vanno dai 12” ai 15”, il tipo di metabolismo energetico coinvolto è quello anaerobico sia alattacido che lattacido se gli scambi si prolungano per più tempo.
Trattandosi inoltre di uno sport situazionale è importante che l’atleta disponga di un’ottima reattività e concentrazione, che devono essere mantenute per tutto l’arco della gara.
Molto spesso chi gioca nel ruolo di schiacciatore, durante la stagione può risentire di problematiche alle ginocchia (causate dai numerosi salti) e alla spalla (corrispondente al lato con cui vengono eseguiti gli attacchi); problematiche che se trascurate e non monitorate possono sfociare in infiammazioni o addirittura lesioni serie e gravi.
Per tale motivo in fase di preparazione è fondamentale tener presente il volume sia di salti che di attacchi che l’atleta durante la settimana esegue negli allenamenti tecnico tattici. Per evitare di incorrere in questi infortuni è necessaria un’ottima fase valutativa posturale sia statica che dinamica, indispensabile per stilare una programmazione che tenga conto di tutti questi fattori, anche quelli di natura posturale e compensatoria.
Se la conoscenza del numero di salti e dei tempi di gioco risulta fondamentale per riuscire a stendere una programmazione di tutta la stagione sportiva, altrettanto importante è conoscere gli angoli di lavoro che gli atleti adottano nelle varie situazioni di gioco, consentendo un lavoro mirato per colmare le carenze muscolo-articolari.

Su cosa lavorare nello specifico

La Mobilità Articolare intesa come piena funzionalità delle articolazioni.
Questa necessita di tre caratteristiche: la mobilità dell’articolazione nel range fisiologico completo; la sua stabilità nella sua sede fisiologica;  la coordinazione nei movimenti con le altre articolazioni. In particolare nel Volley, quando per esempio uno schiacciatore esegue un attacco, vi è un extrarotazione importante di tutto il comparto della spalla, che porta ad uno stress importante l’articolazione se questa non possiede per l’appunto ottimali caratteristiche di mobilità, stabilità e forza. Allo stesso modo, durante la fase di ricezione e difesa, l’atleta esegue movimenti quasi in massima accosciata, con forte coinvolgimento dell’articolazione coxo-femorale e delle ginocchia. Perciò un lavoro di mobilità nei tre fulcri primari di movimento (articolazione del cingolo scapolo-omerale, dell’anca e della colonna vertebrale) è essenziale sia a livello preventivo che di performance sportiva.
Proprio per tali ragioni, la Mobilità Articolare va allenata in dinamica e non in statica, poiché l’atleta necessita di essere mobile durante l’esecuzione di gesti tecnici ad alta intensità.
Il sistema di allenamento a corpo libero della WTA, Primitive Functional Movement® in questa fase è un ottimo strumento di lavoro, in quanto permette di lavorare sulla Mobilità in maniera globale, dinamica e tridimensionale.

Altra componente importante è sicuramente il lavoro sulla Forza, ovvero la capacità di generare e trasmettere tensione neuro-muscolare per vincere resistenze interne ed esterne.
Partendo proprio dall’allenamento della Forza possiamo gettare le basi per arrivare ad alti livelli di performance. In particolare per il ruolo di schiacciatore lavorare sulla Forza Massima in una fase iniziale è indispensabile per poi poterla convertire in Forza Veloce ed Esplosiva nelle fasi successive. Lavorare per esempio con bilancieri con gli esercizi di base per sviluppare Forza Massimale nei piani sagittale e frontale, e con kettlebell e clave nel piano trasversale in una prima fase, e poi tramite l’utilizzo del Suspension Training e della Flowbag per spostare il target verso un lavoro di stabilità articolare e forza veloce, è la strategia vincente.

Terzo ma non ultimo aspetto su cui lavorare è il Core, ovvero l’area centrale del corpo, la cui funzione è quella di stabilizzare e di collegare il corpo per poter trasmettere il movimento. Potenziare il Core significa rendere più efficace la trasmissione della Forza sia dalle anche (nei salti), sia dal cingolo scapolo omerale (nella fase di attacco). Questo si traduce anche in una miglior coordinazione di tutte le 12 Catene Cinetiche coinvolte del gesto tecnico.
Il Primitive Functional Movement® (con gli esercizi a terra) ed il Suspension Training (con gli esercizi in sospensione), sono due ottimi alleati per allenare il Core sui tre Piani di Movimento, permettendo nel contempo un ottimale coinvolgimento delle Catene Cinetiche.

Nella costruzione del programma di allenamento, oltre ai tre punti sopra elencati, è importante considerare i 4 parametri fondamentali che regolano il carico di lavoro, quali il volume, l’intensità, la densità e la frequenza, al fine di creare uno stress allenante che sia tarato sul target e sul livello dell’atleta.
Per questo, riveste un ruolo fondamentale la Periodizzazione dell’Allenamento, ovvero come gestire i carichi di lavoro durante tutta la stagione agonistica.
E’ un aspetto da non sottovalutare assolutamente, perché molto spesso si notano in molti atleti un calo della performance sportiva proprio durante la fase clou della stagione, e questo può compromettere il raggiungimento degli obiettivi. Quindi eseguire delle opportune fasi di “scarico”  con dei lavori rigeneranti (attraverso sedute di mobilità articolare e lavoro specifico sul core) è di vitale importanza.

I risultati conseguiti

Grazie alla Formazione WTA si è in grado di lavorare in maniera efficace per il raggiungimento di svariati target ed obiettivi. Chi ne traggono vantaggio in primis sono i clienti che sperimentano questo Metodo di lavoro, e poi di riflesso viene la soddisfazione professionale di noi Preparatori Fisici.
In questi due anni come Preparatore nel Volley, i risultati in campo, ma ancor di più i feedback ricevuti dagli atleti, sono la dimostrazione della validità assoluta e della qualità del Metodo WTA. che “costringe” la persona ad iniziare a conoscersi, andando progressivamente a superare i propri limiti ed incrementare l’espressione delle proprie potenzialità.

Mettere al centro l’individuo ed il movimento, e non lo strumento di lavoro, è il primo obiettivo che ogni preparatore deve raggiungere con i suoi allievi, e questa è l’essenza del Metodo WTA!

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